TRADUZIONE IN ITALIANO DEL VOLUME:Baroldi G,Silver  MD :THE ETIOPATHOGENESIS OF CORONARY HEART DISEASE:A HERETICAL THEORY BASED ON MORPHOLOGY.Medical intelligence unit,2nd ed.Eurekah com,Landes Bioscience,Georgetown,Texas,USA,2004;http//www.eurekah com 

 

 

EZIOPATOGENESI DELLA MALATTIA CORONARICA E STRESS ADRENERGICO.

Una teoria eretica basata sulla patomorfologia

 

 

 

Giorgio Baroldi

Dipartimento di Anatomia Patologica-Cattedra di Patologia Cardiovascolare-Università di Milano

 

 

 

 

Malcolm D. Silver

Department of Laboratory Medicine and Pathobiology-University of Toronto-Toronto, Ontario, Canada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEDICATO

 

 

 

 

A COLORO CHE CI HANNO CRITICATO

E A COLORO CHE ABBIAMO CRITICATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


INDICE

 

1.      STUDIO MEDIANTE PLASTICI DEI VASI CORONARICI

Definizione della malattia coronarica

Origine dell’eresia

Plastici delle arterie coronarie

Conclusioni dallo studio mediante plastici

Natura, localizzazione ed età dell’occlusione coronarica

2.      STUDIO MORFOPATOLOGICO COMPARATIVO

Casistica e criteri selettivi dei pazienti e controlli

Metodo esame cuore

Arterie coronarie extramurali

Vasi arteriosi intramurali

Differenti forme di necrosi miocardica

Analisi statistica

3.      STORIA NATURALE DELLA PLACCA ATEROSCLEROTICA CORONARICA UMANA E DANNO MIOCARDICO CORRELATO

Aterosclerosi coronarica

Danno miocardio in relazione alla funzione contrattile

Arresto cardiaco

4.      REPERTI NELLE SINDROMI CORONARICHE ACUTE

Dati dei pazienti

Stenosi coronarica aterosclerotica

Occlusione coronarica

Forme diverse di danno miocardio nella malattia coronarica

nell’infarto acuto

nella morte improvvisa/inattesa

Lesioni vasali intramurali

Sindrome coronarica cronica/ insufficienza congestizia

5.      REVISIONE DEI DOGMI SULLA MALATTIA CORONARICA

Funzione compensatoria delle collaterali coronariche

La placca aterosclerotica coronarica

L’occlusione coronarica

Dati patologici sull’occlusione coronarica

Malattia dei piccoli vasi

Diverse forme di danno miocardico

Morte improvvisa coronarica in letteratura

Interpretazione personale su base morfologica

Eziologia-stress adrenergico

Fatti a supporto dello stress adrenergico nella malattia coronarica

Storia naturale della miotossicità catecolaminica 

Stress adrenergico e alterazioni morfologiche correlate

Stress adrenergico e eziologia della malattia coronarica

Considerazioni conclusive

ILLUSTRAZIONI

TABELLE

BIBLIOGRAFIA

 

     

PREFAZIONE

 

 

Dal suo etimo greco “airesis“, eresia vuol dire “scelta“ per indicare semanticamente un’opinione contraria all’ortodossia in voga. Considerata un errore, è dovere del credo accademico estirparla al fine di mantenere il dominio del pensiero corrente. Tuttavia, la conoscenza umana e quindi la scienza evolve mediante paradossi ed eresie. E ci vuole molto tempo prima di poter provare se vadano accettate o scartate. Così l’anticipazione di Aristarco da Samo nel 270 a. c. della teoria eliocentrica ha dovuto attendere fino al 1543 per essere vidimata da Copernico nel suo trattato “De revolutionibus orbium coelestium” dimostrata nel 1632 da Galileo nel suo “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo“; e l’eretico ha dovuto subire il potere dell’Inquisizione a difesa del dogma accademico. Eretico un tempo bruciato sul rogo sostituito oggi dal silenzio così da creare una barriera intellettuale insormontabile per una discussione scientifica sui metodi e risultati. Ma, se l’eresia si basa su solidi dati di fatto prima o dopo la barriera si sgretolerà. E l’eretico ha il dovere morale di affermare i nuovi concetti adottando ogni mezzo per catturare l’attenzione di coloro che non sono incarcerati nel dogma, vale a dire soprattutto i giovani scienziati o professionisti e alcuni soggetti anziani capaci di mantenere aperta e critica la loro mente aspirando soltanto di poter cogliere la verità; ben consci che il dogma impedisce l’evoluzione culturale.

Ogni volta che si propone un’eresia scientifica si deve definire la storia naturale, passo per passo e fatto per fatto, edificando la razionalità della nuova opinione e il suo diritto ad esistere. In questo procedere prima esigenza è di confermare la validità dell’approccio metodologico che, nel nostro caso, è la morfopatologia. Prima della crescita esponenziale della tecnologia clinica nelle non molte decadi scorse, l’anatomia patolologica (o patologia secondo l’uso inglese) era il metro di misura per ogni conferma diagnostica o interpretazione patofisiologica; metro di misura o “gold standard” stabilito da Morgagni nel XVI secolo per l’esigenza di scoprire dall’esame del corpo le causa della malattia e della morte. La presunzione dei clinici che le loro immagini tecnologiche possono sostituire la morfopatologia da un lato e la scarsa se non assente specializzazione d’organo dei patologi dall’altro, hanno portato ad una sempre minore richiesta del controllo autoptico. Ignorando che l’immagine clinica anche della più sofisticata tecnologia non è tutt’ora in grado di stabilire il danno tissutale alla base di qualsivoglia disfunzione vista in sede diagnostica. D’altra parte anche la patologia si è di molto evoluta comprendendo la biologia molecolare, la patologia genomica, l’immuno-istochimica, etc., così da augurarsi il ricupero di